venerdì 2 dicembre 2011

Infinity Blade 2 e airplay mirroring

Finalmente un po' di tempo (sta mattina sono a casa) e ho deciso di investire questi 5,49 € per vedere a che punto è arrivato il videogaming sui prodotti Apple.
Così ho  scaricato quello che dovrebbe essere il videogioco migliore al momento sulla piazza per gli idevice Apple: infinity blade 2.
Lungi da me fare recensioni o descrizioni del gioco, questa parte la lascio agli esperti del settore, la cosa che più mi premeva era riuscire a capire se tramite la combo apple tv-ipad 2 la società di Cupertino possa cominciare a competere con le console casalinghe di Sony e Microsoft.




Il risultato è stato più sorprendete del previsto, ero convinto di trovare ritardi input-output che rendessero ingiocabile il videogioco ed invece il collegamento wireless si comporta benissimo con ritardi appena percepibili e l'esperienza di gioco non ne risente.
Questo non vuol dire che entro poco tempo ipad2 sostituirà le console di casa, al momento non c'è proprio paragone con una PS3 però devo dire che sono sulla buona strada.




sabato 15 ottobre 2011

iCloud, per il momento una delusione

Quella passata è stata una settimana di importanti aggiornamenti per tutti i device della mela morsicata.
Praticamente tutti gli apparecchi nati negli ultimi 3 anni sono stati aggiornati per permettere una perfetta integrazione del nuovo servizio rivoluzionario di Apple: iCloud.
Integrazione e sincronizzazione queste le due parole chiave che dovrebbero essere associate alla "nuvola" che salva e gestisce i nostri dati.
Subito però sono cominciati alcuni problemi, tralasciamo quelli dovuti al download e all'installazione degli aggiornamenti (vero Thomas) che sono quasi scontati quando avviene un upgrade così importante.
Nel mio caso i primi problemi sono arrivati con quella che dovrebbe essere la sincronizzazione meno impegnativa, i contatti e i calendari.
Come molti utenti iPhone avevo sincronizzato più di un anno fa i dati del mio melafonino (e anche dell'iPad) con gmail excange, servizio comodissimo e funzionante al 100%.
iCloud non vede ne i contatti ne i calendari di excange, quindi bisogna spostare tutto su mac e poi risincronizzare con iCloud, come se non bastasse ci sono stati casi di  duplicazioni e conflitti che se per i contatti possono essere risolti con una selezione della rubrica che vuoi utilizzare, per quanto riguarda gli impegni sul calendario non è così semplice: ogni evento può essere sincronizzato o con excange o con iCloud e non con entrambi.
Molto utile invece la nuova app promemoria, ne sto facendo largo uso sostituendola dove posso al calendario,  più immediata e perfettamente sincronizzata.
Per quanto riguarda la sincro delle foto sono riuscito a sincronizzare le foto della libreria solamente da Mac ed è andato tutto bene...ma ci sono diversi problemi e limiti organizzativi.
-non si possono creare cartelle o suddividere le foto per eventi
-La libreria si può integrare solo da Mac (se escludiamo il rullino fotografico)
-Non si possono cancellare singole foto
-Le foto non sono consultabili da web
Per un servizio molto più efficiente poco meno di un anno fa ho comprato 20 gb su Picasa-web pagando meno di 4 € per un anno, sul servizio di google tutte queste limitazioni non ci sono.
Infine ho provato a sincronizzare i documenti, sarò io ma non ci sono ancora riuscito…è possibile che sia possibile farlo solo da iWork? Devo sicuramente approfondire questa parte ma di sicuro non è immediata.
Per il momento dropbox regna sovrano, la libertà e l’apertura della scatola azzurra è tutta un’altra cosa.
La conclusione è che per il momento icloud è un po' una delusione, da mesi con gmail/excange, picasa, dropbox facevo le stesse cose meglio di quanto prometta la nuvola apple, è vero che sono 3 servizi diversi e che icloud è in fase di rodaggio, ma impostata così è quasi inutile.
Il margine di miglioramento resta larghissimo, sia in termini di integrazione che di funzionalità e spero che, una volta rodato, queste funzioni basilari siano disponibili a tutti.

venerdì 14 ottobre 2011

Windows 8


Tra le tante novità di questo ultimo periodo si inserisce, in sordina forse, anche Windows 8. E' ancora lontano dalla commercializzazione, ma in circolazione si trovano già alcune versioni, disponibili al download, messe a disposizione degli sviluppatori. Parliamo, prima di tutto, dei lati positivi. E' stato fatto un importante lavoro di ottimizzazione del sistema operativo. Stando alle prime recensioni sarebbe in grado di girare agevolmente anche su PC con 512mb di ram, un ulteriore passo in avanti rispetto al predecessore. Questa leggerezza è dovuta probabilmente alla natura ibrida del sistema, visto che sarà una versione unica, installabile sia su PC che su tablet. Conseguenza logica dell'alleggerimento è la fluidità. Nei video che circolano in rete, in effetti, non si notano incertezze nell'esecuzione dei comandi e la homepage è sempre scorrevolissima, nonostante le "piastrelle" animate in funzione. Sì, perchè Windows 8 eredita la Metro UI da Windows Phone. Questo, a mio, avviso, è il lato negativo. Brutta, brutta da morire, nonostante alcune caratteristiche interessanti, come l'introduzione delle gesture (potete vederle nel video). Con una disposizione geometrica irritante e completamente priva di fantasia, credo sia il vero tallone d'Achille del prossimo sistema Microsoft. Ovviamente è un'opinione personale, ma non ho letto molti commenti positivi a riguardo. Va detto che è possibile tornare all'interfaccia classica a cui siamo tutti abituati. Peccato, perchè sarebbe stato il momento adatto per un bel restyling. Comunque bisogna aspettare di provarla per tirare le somme, se dovesse offrire una esperienza d'uso veramente rivoluzionaria ci si potrebbe anche fare l'abitudine, chissà... 
Vi lascio una breve video-recensione pescata nella rete.

Thomas

martedì 11 ottobre 2011

Come Steve Jobs ci ha cambiato la vita

Avevo scritto questo articolo quasi un anno fa ma alla fine non lo pubblicai perché non mi convinceva.
Ora, dopo la morte di Steve Jobs, può essere una delle tante testimonianze di come i prodotti voluti e ideati dal co-fondatore di Apple hanno cambiato la vita alle persone.
Perciò ho ripreso l’articolo, gli ho dato un aggiustata e ve lo propongo.

iPad e mia mamma (scritto a gennaio 2011)

Mia madre fa sicuramente parte di quella generazione di persone che hanno visto cambiare il mondo in maniera drastica e repentina, dalla crisi post bellica al boom economico, dalla guerra fredda all’allunaggio, dalla fine del comunismo alla new economy.
Una generazione che si è trovata a dover combattere negli ultimi anni con le nuove tecnologie che si aggiornano sempre più velocemente e che non danno il tempo di essere assimilate.
Il problema più grosso è appunto l’assimilazione: la maggior parte dei sessantenni sono stati introdotti all’uso del PC per lavoro, magari sono molto esperti in un software particolare che utilizzano giornalmente ma basta allontanarsi un po’ da quello ed entrano nel pallone.
Questo è dovuto secondo me ad un impostazione mentale che ovviamente negli anni 40/50/60 non poteva che essere completamente diversa da quella degli ultimi 20 anni, badate bene quella dell’ultimo ventennio non è migliore, anzi, ma sicuramente è diversa.
Aggiungo che quando abitavo con i miei, tutto ciò che era tecnologico era sotto le mie grinfie e il mio controllo (e qui faccio un mea culpa), questo ha portato i miei a disinteressarsi delle novità di questo genere ma mentre mio padre comunque per lavoro usava il pc, mia mamma è rimasta completamente esclusa dal mondo dell’informatica.
Come se non bastasse in questi ultimi 4-5 anni si è avuto un’ulteriore passo avanti nell’utilizzo del web: le istituzioni si sono accorte che utilizzando internet si possono risparmiare un sacco di soldi e di tempo
Perciò l’analfabetismo informatico può causare al cittadino anche danni in termini di tempi e di costi.
Così a natale abbiamo deciso di regalarle l’iPad.

Comprato a new york da un amico e pagato 385 € comprese le tasse all’apple store sulla 5th (questo per farvi capire quanto ci perdiamo con il cambio qui in europa), impacchettato e messo sotto l’albero.
E’ ovvio che l’impatto iniziale è stato duro ma non devastante come ci si potrebbe aspettare, dopo le prime istruzioni sulle applicazioni di base ha cominciato, lei stessa, a smanettarci.
Dopo qualche giorno utilizzava regolarmente mail, Safari, immagini, iPod, agenda e rubrica (e il brain trainer che le avevo preventivamente scaricato), dopo una ventina di giorni ha iniziato ad usare lo store.
Insomma, il passaggio dal niente all’iPad è riuscito, brava mamma e brava Apple.

Andrea

lunedì 10 ottobre 2011

Correva l'anno 1983 quando Steve e Bill...

Ieri sera mi sono visto "i pirati della silicon Valley" titolo suggeritomi da Roberto di cui non conoscevo l'esistenza.
Tratta della nascita dell'informatica e delle storie parallele di Steve Jobs e Bill Gates che si sono incrociate più volte di quanto potessi immaginare.
La storia ovviamente è romanzata per renderla più appetibile al pubblico ma è interessante soprattutto per le atmosfere e per i riscontri storici che vi sono contenuti.
Quindi se siete appassionati vi consiglio il film e vi lascio con questa chicca: dovrebbe essere la  presentazione del primo e rivoluzionario Macintosh, ovviamente a presentare è Steve e come ospite e produttore di software c'è proprio Bill Gates entrambi ventottenni.

giovedì 6 ottobre 2011

Think different and look ahead...


Forse non tutti si rendono conto dell'importanza che ha avuto quest'uomo nel quotidiano di tutti noi... Steve il visionario, il sognatore, colui che con le sue idee ha cambiato il nostro modo di percepire la realtà!

Cosa ha fatto di particolare? Ci ha dato la possibilità di interagire al meglio con gli strumenti di cui abbiamo bisogno. Non ha inventato il pc, non ha inventato il portatile, non ha inventato il lettore multimediale, non ha inventato il cellulare... ma ha rivoluzionato il modo di intenderli, ha semplificato l'interazione con essi, li ha stravolti, migliorati, abbelliti anche.
Prima dell'Apple I i computer erano armadi con i quali vi si interagiva tramite OS a riga di comando, quando andava bene. Jobs ci ha donato un OS grafico ad icone interattive (si ok la storia è un po' offuscata, c'è chi dice che abbia rubato l'idea a xerox, ma la comunità è d'accordo sul fatto che l'idea, o almeno la sua migliore realizzazione, sia da attribuire a Jobs) ed un mouse con il quale interagirvi e ha trasformato quegli armadi in qualcosa di più usabile.
Ha spostato l'importanza e l'attenzione dall'hardware al software, ha sempre messo l'hardware in secondo piano (durante i suoi keynote difficilmente si avevano dettagli hw sui prodotti presentati). E durante gli anni, mentre le altre aziende si affrettavano a stargli dietro, lui continuava ad innovare, stando sempre una spanna avanti a tutti.
Vogliamo ricordare cos'erano i lettori multimediali prima dell'iPod? erano elettronica, lui li ha trasformati in informatica!
E cosa erano i cellulari prima dell'iPhone? si c'erano i palmari con Windows Mobile, ma l'usabilità non era tra le caratteristiche principali di quei dispositivi. Anche in questo caso, prima dell'iPhone i cellulari erano dispositivi elettronici, lui li ha trasformati in informatica! E dopo di ciò tutti a corrergli dietro (Android e compagnia bella).
E non si è mai adagiato, ha sempre guardato avanti, ha sempre cercato di innovare e di migliorare i propri prodotti, non si è mai fermato... fino a stanotte.

Il mondo sentirà la tua mancanza Steve, hai illuminato milioni di persone, hai rappresentato il traguardo da raggiungere per le aziende tue concorrenti, sei stato il faro da seguire... Quando avrò finito di scrivere questo articolo farò click con il mouse sul pulsante 'Pubblica', un'operazione tanto naturale quanto stupida, ma senza di te non sarebbe stata così semplice

Roberto

One more thing

Si potrebbero scrivere pagine e pagine di banalità su un uomo che di banale non aveva niente, quindi per quanto mi riguarda inserisco solamente il video del discorso che ha fatto ai neolaureati di Stanford nel 2005.
Racchiude un po' tutto lo Steve-pensiero quindi credo che basti per ricordarlo.

Grazie di tutto Steve




Andrea

mercoledì 5 ottobre 2011

Ecco a voi l'iPhone 4s

Era il 2009 quando Apple presenta il 3gs, Android era appena uscito, symbian era in piena decadenza e win mobile praticamente non esisteva, iOs era avanti almeno un anno rispetto alla concorrenza e l'unica cosa che serviva al melafonino era più potenza per supportare la nuova versione del sistema operativo che stava per uscire.
Immediatamente si gridò allo scandalo, ma ci stava dato che Apple era in salita verticale e la concorrenza stentava a stargli dietro.
Oggi la situazione è completamente cambiata, Android è maturo (e lo sarà ancora di più fra 6 giorni con l'uscita della versione 4.0), i terminali che lo montano accattivanti sia come caratteristiche che come design, windows mobile sta cercando di rinascere insieme a Nokia e fra acquisizioni e alleanze varie Apple si ritrova completamente circondata da concorrenti che non aspettano altro che faccia qualche passo falso per acquisire quote di mercato.
E il passo falso c'è stato: un terminale che in questo momento non ha senso.
Praticamente è nato con le stesse caratteristiche degli ultimi Samsung e HTC fuori da mesi.
Considerando che il ciclo di vita dei telefonini della mela morsicata è minimo un anno, ora i concorrenti hanno più di 12 mesi e decine di modelli per surclassarlo a colpi di caratteristiche tecniche, innovazione e design.
Fra 6 giorni verrà presentato il nexus prime di samsung-google vi invito a guardare le caratteristiche, iPhone 4s deve ancora uscire ma è già stato superato.
Andrea

martedì 4 ottobre 2011

Primo keynote senza Jobs come CEO

Manca meno di un ora all'evento Apple che svelerà il nuovo iPhone che sia 4s o 5.
Sarà Tim Cook a presentare dal palco davanti a decine di "facinorosi" fanatici apple che penderanno dalle sue labbra e saranno pronti a urla di giubilo e applausi sguaiati per ogni piccola novità annunciata.
In queste ultime ore è venuto fuori un po' di tutto, l'iPhone sarebbe identico al 4 ma solo più potente, nuovi ipod, un nuovo servizio per affittare/comprare film su ipad, etc, etc.
Una cosa è certa, l'impatto positivo o negativo del nuovo CEO di Apple dipenderà molto da che assi avrà nella manica durante la serata.
Se il clou sarà un iPhone 4s 64 gb con 1 gb di memoria e 8 mpx di fotocamera sarebbe proprio un bel flop.
Dai che manca poco

sabato 1 ottobre 2011

5 STATI, 3200 Km percorsi in auto, 4 fusi orari diversi, 2500 foto scattate

Dato che è sabato mattina ma il jet lag ha deciso di svegliarmi completamente alle 6:30, ho deciso di buttare giù un po’ di ricordi in ordine sparso, magari vi saranno utili, magari vi ci ritroverete o magari no.

Pier 39, San Francisco: come l’ha definita Ele (mia moglie) “una trappola per turisti”, d’altro canto non è che ci sia molto altro da vedere in città, sembra di stare in un parco divertimenti con ambientazione marinaresca solo che non ci sono attrazioni ma solo negozi con souvenir e ristoranti.

San Francisco: forse mi aspettavo troppo dalla città del golden gate ma non mi ha entusiasmato per niente, 3 cose da vedere e nient'altro.
La cosa che mi ha colpito di più è la quantità incredibile di barboni, non è una questione di razzismo e neanche di novità (abito a Roma vicino alla stazione Tiburtina) è una vera e propria constatazione, ovviamente il numero scende nei punti più turistici, ma basta allontanarsi un attimo o salire su un qualsiasi mezzo pubblico per incontrarne a decine.

Parchi naturali: Yosemite, death valley, Bryce Canyon, monument Valley, Gran Canyon, li unisco tutti insieme per fare una constatazione: organizziamo meglio le risorse turistiche italiane, eliminiamo qualche cacciatore e poi l’Italia potrebbe vivere solo di turisti e attività connesse.
Organizzazione e conservazione perfetta in ognuno di essi.

Il caldo alla death valley:
impressionante, 45 gradi di giorno 40 di notte, esci dalla macchina e dopo pochi minuti ti ritrovi con la bocca e la gola completamente asciutti.
Una sete mai provata e la sensazione di non dissetarti mai.

Las Vegas: non si può descrivere, mi ha sorpreso in bene e in male, la capitale del pacchiano e del lusso.
Incredibile cosa si possa creare con i soldi dei giocatori d’azzardo.
Chiamare casinò quei “mostri” è riduttivo in tutti i sensi perché oltre all’estetica esterna ed interna, quello che colpisce è che ognuno di essi ha un suo centro commerciale pieno di negozi.

Sono tutti collegati, ci sono pochissime uscite e la possibilità di perdersi è notevole, a noi è successo più volte e ci è capitato di entrare in un casinò ed uscire da un altro senza accorgercene.
Ricordi: le montagne russe che passano dentro il casinò nel new york new york, i canali del Venezia fuori e dentro il casinò, gli omini waterwateronedollarwater, le stanze dentro la piramide del Luxor.

Le strade fuori dalle città: infinite e dritte, per fortuna c’era il cruise control che ci ha aiutato, altrimenti sarebbe stato facilissimo superare i limiti.

Adopt an highway: sugli oltre 3000 km percorsi non abbiamo pagato neanche un pedaggio pur percorrendo diverse autostrade, quella del non avere strade a pedaggio è sicuramente una politica USA ma tutto questo è sicuramente aiutato da questo servizio: praticamente ogni miglio compare un piccolo cartello il cui spazio può essere acquistato per metterci pubblicità o dedicarlo a qualcuno e ce ne erano parecchi di cartelli occupati. Geniale.

Los Angeles: mi è stata massacrata un po’ da tutti coloro che ci sono stati, invece a me è piaciuta e mi sarebbe piaciuto avere uno o due giorni in più per visitare altre parti che non siamo riusciti a vedere (Venice e Downtown).
Il problema sono le distanze perché non essendoci un vero e proprio centro in cui sono concentrat monumenti, attrazioni, etc, bisogna spostarsi anche di 20/30 km in mezzo al traffico della città per apprezzare i punti di interesse e di traffico ce n'è parecchio.

Gli spazi: immensi, disabitati per centinaia di chilometri, altri con casette abitate, sperdute e lontane da tutto e da tutti, cittadine di 10 15 mila abitanti distanti 80/100 miglia da quelle successive, ci credo che nei telefilm americani i ragazzi non vedono l’ora di evadere dalle cittadine per andare al college.

La gratuity: ovvero come “legalizzare” il pagamento in nero del 15 % dei compensi per tutti i servizi, perché non è una semplice mancia, oltre ad essere entrato nella cultura USA alcuni ristoranti la inseriscono già compilata direttamente delle voci dello scontrino.
Quindi dato che i prezzi da menu sono senza tasse e ovviamente senza gratuity alla fine ti ritrovi con un conto “pompato” del 23, 25%.

Hawaiani: cultura fantastica a 360 gradi, l’integrazione perfetta uomo natura, l’ospitalità, i sorrisi, perfino la lingua è dolce e suadente.
Bisogna dire che l’isolamento geografico aiuta: essere distanti 4000 Km dal continente più vicino permette ed allo stesso obbliga a creare un ecosistema in tutto e per tutto indipendente che quindi risente molto poco di tutto ciò che avviene nel resto del mondo, lo stress rimane oltreoceano.
Sono simpatici, cortesi e tranquilli perfino i poliziotti aeroportuali.

Commercio Hawaii: se entrate in un negozio di souvenir al centro di Roma quanti oggetti troverete con scritto made in China? Penso un buon 90%, per una volta non è una questione italiana, era per fare un esempio, a San Francisco così come a Los Angeles, a New York o a Parigi/Londra la situazione è la stessa.
Quello che mi ha sorpreso è che a Maui questa percentuale si abbassa drasticamente, forse le cineaste raggiungono il 20%.
Come esempio vi riporto le classiche camicie Hawaiane, prodotto che potrebbe essere tranquillamente prodotto in Cina e poi rivenduto ad 1/3 del prezzo: sono quasi totalmente prodotte in loco e non pensate che sia una questione di prezzi già bassi perché si vendono dai 35 ai 100 dollari.

Ci sarebbero tante altre cose, sotto certi aspetti più importanti di queste ma per un quadro generale credo che basti.

Andrea

giovedì 29 settembre 2011

Finalmente ho trovato un senso agli e-book

Innanzitutto sono tornato dal viaggio di nozze, 23 giorni passati a zonzo fra stati uniti occidentali e Hawaii, questo per giustificare la mia latitanza dal blog.
Proprio questo viaggio mi ha ‘obbligato’ ad utilizzare un ebook.
Molti li usano da tempo e con l’avvento dei tablet la loro diffusione è aumentata esponenzialmente: parlo dei libri elettronici, quei file che possono contenere da decine a migliaia di pagine e che sono ottimizzati per la lettura di testi direttamente su display.
Sono un lettore “classico” nel senso che adoro avere tutti i libri che ho letto ordinati sulla libreria, mi piace sfogliarli e usare i segnalibri, ho una libreria discretamente ampia sia come metratura sia come vastità di generi/argomenti e fino a prima della partenza non mi sarebbe mai venuto in mente di scaricarmi l’ebook di un libro.
Il problema è che in questo periodo sto leggendo Limit di Schätzing Frank, 1370 pagine fisiche, portarlo con me in viaggio sarebbe stato quantomeno fastidioso se non addirittura problematico.
Quindi grazie a Thomas, che si era procurato il file, l’ho installato sull’iPad e ho messo il segnalibro sul punto in cui ero arrivato, è stata una piccola svolta.
Potevo leggere ovunque viaggio in aereo, attese all’aeroporto, in albergo, pulman, insomma una comodità incredibile.
Con il cartaceo avrei praticamente riempito uno zaino.
Questo non vuol dire che d’ora in poi comprerò esclusivamente libri in formato elettronico, ma almeno posso dire, dopo aver provato, che leggere su iPad non è ne faticoso ne fastidioso anzi in certe occasioni è perfino utile.

Andrea

giovedì 25 agosto 2011

Look ahead


Al consiglio d’amministrazione Apple e alla Community Apple:
ho sempre sostenuto che se mai fosse giunto il momento in cui non avrei più potuto svolgere i miei doveri e seguire le mie aspettative come CEO Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Sfortunatamente, il momento è giunto. Con la presente rassegno le dimissioni da CEO Apple. Mi piacerebbe operare, se il consiglio lo ritiene opportuno, come Chairman del consiglio stesso, direttore e impiegato Apple.
Per quanto riguarda il mio successore, consiglio fortemente di portare a termine il nostro piano di successione e nominare Tim Cook come CEO Apple. Io credo che Apple abbia ancora davanti a sé i giorni più luminosi ed innovativi. Non vedo l’ora di vedere e contribuire ai suoi successi in un nuovo ruolo.
Ho fatto le migliori amicizie della mia vita in Apple e vi ringrazio tutti per i tanti anni in cui ho potuto lavorare al vostro fianco.
Steve



Ed ora? Ed ora scopriremo quanto la presenza di una persona può essere influente per il successo di un'azienda... Già nel 1985 Jobs lasciò la Apple (per divergenze con l'allora amministratore delegato), per poi rientrare nel 1996 in seguito all'acquisizione della NeXT (azienda nel frattempo fondata da Jobs, creatrice del NeXTSTEP, ovvero l'os che è alla base di Mac OS X) da parte di Apple. Il periodo che va dal 1985 al 1996 è forse stato il peggiore per Apple, l'azienda nei primi anni '90 era in profonda crisi ed il rientro di Jobs portò risultati altalenanti. Fino al 1997, quando Jobs venne nominato CEO ed iniziò, lentamente, la scalata di Apple verso ciò che è oggi, ovvero l'azienda che guarda sempre avanti, look ahead!
Emblematiche furono le opinioni di RIM, riprese e condivise anche da Motorola, Nokia, Palm e Microsoft il giorno dopo la presentazione dell'iPhone: non era possibile [nel 1997] produrre un cellulare che riuscisse a fare quello che l'iPhone prometteva e rimanere acceso per più di un paio d'ore...
Immaginiamo le facce dei vari laboratori quando hanno disassemblato il primo iPhone, scoprendo che altro non era che un'enorme batteria con una piccolissima scheda logica attaccata sopra, ponendo l'hardware in secondo piano rispetto al software e dando il via alla corsa verso i sistemi operativi mobili (lasciamo perdere quell'aborto di Windows Mobile che era allora...)
Si comunque, appunto... ed ora? Tim Cook sarà sicuramente una persona brillante, preparato ed affidabile... ma non è Jobs, non ha il suo charme, la sua presenza e, sopratutto, non ha partecipato attivamente all'evoluzione dei computer nell'era moderna! Jobs, insieme a Wozniak, sono partiti da un garage e hanno portato avanti un sogno, proponendo al mondo delle interfacce che poi sarebbero diventati degli standard (mouse ed icone a video, solo per citarne un paio).
Jobs comunque non lascia definitivamente Apple, rimane in qualità di Presidente del Consiglio, direttore e dipendente di Apple.
Comunque faccio il miglior 'in bocca al lupo' ad entrambi, tanto a Jobs quanto a Cook, e mi siedo sulla riva del fiume a guardare l'acqua che scorre...

Roberto

mercoledì 24 agosto 2011

HP svende i suoi prodotti

Dopo aver abbandonato lo sviluppo di hardware, HP ha deciso di svuotare i magazzini. L'HP Touchpad è stato messo in vendita a soli 99,99$ per il modello da 16 Giga e 149,99$ per quello da 32 Giga.



Neanche a dirlo la prima ondata di tablet è risultata sold out in poche ore (qui il link dello shop ufficiale). Purtroppo in Europa i canali di vendita riportano ancora il modello da 16 Giga a 499€, chissà se il prezzo verrà calato prima o poi anche per il nostro mercato...

Sta di fatto che, dato il successo della svendita, HP avrebbe deciso di vendere il Palm Pre 3, e stavolta anche in Europa, a 50€ (ancora niente di ufficiale, ma alcuni siti di vendita online confermano i rumors e ne hanno sospese le vendite).

Trovo che le offerte siano irrinunciabili, se dovesse capitarmi l'occasione non me le farei sfuggire, stiamo parlando di ottimi prodotti (inutile riportare le caratteristiche dei device...)

E se, data la quantità di unità vendute a questi prezzi, qualcuno dovesse scoprire che si possono ottenere ottimi ricavi anche proponendo i propri prodotti a prezzi popolari, puntando proprio sul numero di pezzi venduti?

Roberto

martedì 23 agosto 2011

Facebook Messenger

E' già attivo negli Stati Uniti il nuovo sistema di messaggistica ideato dall'instancabile team di Facebook. Si propone come una summa dei mezzi di comunicazione che ci offre il web, e non solo...
Collegando il nostro numero telefonico all'account personale potremo accedere, tramite un'app sul nostro smartphone, ad un nuovo servizio di messaggistica. Una forma di SMS arricchita da contenuti multimediali quali foto e audio. In futuro dovrebbero essere incluse anche le chiamate, vocali e video. Non è una novità del settore, altri software come Whatsapp e Viber offrono un servizio identico, ma il loro più grande limite è la diffusione. Proprio oggi mi sono trovato ad installare Whatsapp e valutarne la bontà. E' davvero ottimo e potrebbe sostituire e migliorare, integrando elementi dei sistemi di chat ed email, il servizio di SMS al quale siamo ormai abituati da anni. Purtroppo è desolatamente spopolato, almeno per quanto mi riguarda. Tra i contatti della mia rubrica solamente un piccolo gruppo è iscritto. Pensate invece alle potenzialità di questo tipo di servizio nelle mani di Facebook. Praticamente tutti quelli che conosco hanno un account e lo usano regolarmente, le eccezioni sono pochissime e credo che sia una situazione che possa essere tranquillamente generalizzata senza paura di commettere grossolani errori di valutazione. Zuckerberg punta a fare il colpaccio anche questa volta e credo che ci riuscirà. La concorrenza sarà rapidamente sbaragliata, visto ormai il monopolio assoluto di Facebook in materia di comunicazione. L'applicazione è sviluppata per Android e iPhone, peccato che non abbiano pensato anche agli altri sistemi, e già inserita nei rispettivi market. Da anni spero di liberarmi dei maledetti SMS, limitati, limitanti e costosi. Forse è arrivato il momento giusto. 
Tuttavia il servizio ancora non è attivo in Italia, ma dovrebbe esserlo a breve. Di certo gli operatori telefonici non faranno salti di gioia...


Thomas

venerdì 19 agosto 2011

HP: declino o colpo di genio verso la rinascita?

Erano solo gli inizi di Luglio quando HP entrava nel mercato dei Tablet con il suo HP TouchPad basato su WebOS (l'HP aveva acquisito Palm nel 2010 proprio per usare WebOS nei cellulari e nei tablet). 



Oggi, a meno di 2 mesi, HP con una mossa a dir poco azzardata dice addio al mercato dei tablet e degli smartphone, a quanto pare in futuro si concentrerà sul software. 

Entrata nel mercato dell'hardware nel 1966, nel corso degli anni HP è diventata una delle aziende leader nella produzione di pc, laptop e smartphone. Oggi però, a quanto pare, Apple e Google stanno ammazzando il mercato... 

Dopo aver discusso i risultati del suo terzo trimestre fiscale, che ha visto comunque registrare profitti per 1,93 miliardi di dollari (pari a 93 centesimi per azione), con un introito maggiore del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la società californiana ha preso una drastica decisione. 

Ed è sempre di queste ore la notizia secondo la quale a Palo Alto avrebbero deciso di puntare ben 10 miliardi di dollari (42,11 dollari per azione in contanti) sulla software house britannica Autonomy, azienda fondata a Cambridge e specializzata in analisi statistiche fondate sulla teoria della cosiddetta "inferenza bayesiana". Il titolo della Hp è stato sospeso dalle contrattazioni a Wall Street in attesa dell'annuncio ufficiale. 

 "La produzione di hardware non è più un affare con prospettive di crescita", ha commentato Michael Yoshikami, chief executive della Ycmnet Advisors, società di consulenza finanziaria. "Non è il posto dove in futuro si faranno davvero i soldi". Insomma, una mossa in totale controtendenza rispetto a quanto fatto da Google con Motorola...

Personalmente sono molto attratto da WebOS, mi sembra (almeno dai video che ho visto, purtroppo non l'ho mai potuto toccare con mano) un ottimo sistema operativo, fluido e personalizzabile al punto giusto... peccato che, a quanto pare, non la pensino così utenti e sviluppatori. 

Roberto

mercoledì 17 agosto 2011

i'm watch diventa realtà: prezzi e disponibilità

Qualche mese fa avevo parlato dell' "i'mWatch" un progetto tutto italiano che prevede di produrre un orologio dotato di display da 1,55 pollici touch che, collegato ad un iPhone tramite bluetooth, permette di visualizzare le informazioni più importanti come la rubrica, le chiamate, le notifiche, il calendario, il meteo, le foto, etc.
E' possibile inoltre scaricare applicazioni dallo store creato ad hoc, il tutto è gestito da un sistema operativo basato su android.


Il progetto è veramente molto interessante e al momento originale, oltretutto il design, a mio parere, è decisamente accattivante e finalmente sul sito ufficiale del prodotto scopriamo quali saranno i prezzi e le date di disponibilità dell' iOrologio.
Ci saranno 2 versioni: quella per persone "normali", i'm Color, in plastica che in preordine viene 249 € e le versioni extralusso i'm Jawel oro/dimanti dagli 11.999 € ai 14.999 €, esiste infine una versione intermedia in titanio a 599€.


I primi ordini saranno evasi a fine novembre 2011 e per preordinarli bisogna versare il 20%.
Qui potete leggere tutte le caratteristiche tecniche.

Andrea

martedì 16 agosto 2011

Google acquista la divisione mobile di Motorola, la mossa perfetta


15 agosto, sole, caldo, vacanze e chi si aspettava un colpo del genere da parte della  società di Mountain View ?
Un’operazione perfetta, niente rumors, 12,5 miliardi cash e Google si porta a casa il reparto che produce smartphone, telefoni cellulari e tablet della storica società statunitense.
Forse solo i più informati potevano prevedere un acquisizione così clamorosa, anche se si poteva supporre per almeno 2 motivi:

-Tecnologici: cosa mancava a Google per essere perfetta? Un reparto hardware, se poi questo reparto è ben avviato, conosciuto, con sede negli USA, il cerchio si chiude e tutto torna.

-Economici: Google, così come Apple, ha un bel po’ di miliardini da investire, liquidità accumulate in questi ultimi anni di successi e che sono lì solo per acquistare società satellite per rafforzarsi sempre di più.
Google ha pagato il 63% in più del valore di mercato Motorola, ma proprio per i motivi sopra citati è come se un miliardario volesse comprare la casa al figlio vicino alla propria ed è disposto a pagare qualsiasi cifra.
Prima o poi avrebbe fatto questo passo e Motorola era la scelta più scontata.

Tutto questo può spostare gli equilibri del mercato della telefonia mobile? Potenzialmente sì, una delle mancanze che ha il sistema operativo Android è il non essere sviluppato per un hardware ad hoc (a differenza di iPhone).
L’obbligo di doversi adattare a decine (se non centinaia) di configurazioni diverse ha portato come conseguenza ad un perfezionamento molto più lento di iOs.
Considerando che Android ormai può rivaleggiare con iOs ad armi pari, (seppure ovviamente con 2 filosofie diverse) raggiungendo quindi quella maturità che i sostenitori attendevano da anni, e che ora Google può contare su una divisione interna per la produzione di device, il salto di qualità potrebbe essere enorme.
Dico potrebbe perché per giudicare bisognerà aspettare i primi prodotti anche se Google ha sbagliato raramente in questi ultimi mesi.

Andrea